Come offrire il pagamento a rate: la guida

Risposta breve

Risposta breve: per offrire il pagamento a rate ti serve un espositore con QR da tenere sul banco. Il cliente lo inquadra, sceglie le rate e paga la prima subito; le rate le eroga il provider. Tu incassi al netto delle commissioni, in media 3 giorni lavorativi dal pagamento. Il percorso completo è spiegato in come funziona il pagamento a rate.

Come funziona al banco

Il cliente ha scelto cosa comprare e, al momento di pagare, preferisce dividere la spesa. Da lì i passaggi sono pochi.

  1. Il cliente inquadra con il suo smartphone il QR dell’espositore sul banco.
  2. Sceglie le rate tra quelle disponibili (oggi 3 e 4) e completa la richiesta con il provider, che oggi è Klarna o Scalapay.
  3. Paga subito la prima rata, al momento dell’acquisto.
  4. Tu consegni la merce. L’importo ti arriva al netto delle commissioni.

Le rate sono erogate dal provider, non da te e non da TriPago. TriPago è un servizio di ChiMa Group e opera come intermediario: ti attiva, ti forma e ti assiste. Per te significa una cosa precisa. Non gestisci piani di pagamento né scadenze, e non devi telefonare a nessuno perché una rata è in ritardo.

Le rate sono un’opzione in più. Il cliente che preferisce pagare come ha sempre fatto continua a farlo, e se per qualunque ragione non completa la richiesta con il provider resta il pagamento che già usi. Per questo l’espositore non sostituisce nulla di quello che hai al banco: gli sta accanto.

Ogni provider ha un importo massimo per singola vendita. Oggi Klarna arriva a 3.000 euro e Scalapay a 2.000 euro; con volumi interessanti e previo accordo Scalapay può arrivare a 4.999 euro. Sono limiti che possono cambiare, quindi su una spesa alta controllali prima di proporla a rate.

Cosa ti serve per partire

Serve un punto dove il cliente paga, che sia un banco, una scrivania o un bancone, e qualcuno che sappia dire la frase giusta. Il resto lo mettiamo noi. Con il pacchetto Base ricevi l’espositore da banco con QR, due vetrofanie per la vetrina, una chiamata di attivazione e la formazione per te e per chi lavora con te. Il Medium e il TOP aggiungono gli strumenti per le recensioni di Recensisco.io, un servizio di ChiMa Group.

Dopo la firma ti emettiamo la fattura. Con il saldo ricevi una mail con il manuale di istruzioni e ti chiediamo se vuoi l’attivazione guidata e una formazione, sull’utilizzo o sulla vendita. Dal saldo alla prima transazione passa in media circa una settimana: molti preferiscono completare il percorso con noi e aspettare il materiale fisico. Poi ti assistiamo quando serve.

Un dettaglio che si sottovaluta: la formazione serve soprattutto a chi sta al banco ogni giorno, più che a chi ha firmato il contratto. La persona che propone le rate al cliente deve sentirsi a suo agio con la frase e con le domande che arrivano di solito. Se in negozio o in studio lavorate in più persone, conviene che la sentano tutti nello stesso momento, così nessuno improvvisa una versione sua.

Se stai ancora valutando, la panoramica per chi ha un’attività è nella pagina per le imprese. Prezzi, canone di rinnovo e promozioni sono sempre aggiornati nella sezione pacchetti.

Quanto costa

Le voci sono due e conviene tenerle separate quando fai i conti.

Il servizio
Il pacchetto che scegli per attivarti, con importi + IVA. È quello che paghi a TriPago.
La commissione
Si paga a ogni transazione, è a carico tuo e va al provider, non a TriPago. Con Klarna è 4,99% + 0,40 euro, con Scalapay 4,99% + 0,35 euro.

Per una vendita da 300 euro, il calcolatore delle commissioni ti mostra quanto viene accreditato con ciascun provider. Per capire in quanto tempo il pacchetto si ripaga, c’è il calcolatore ROI: il risultato dipende dai numeri che inserisci tu, non è una stima nostra.

Prima di fissare i prezzi, decidi se la commissione sta nel tuo margine su quel tipo di vendita. Un articolo del blog dedicato ai costi, con i pacchetti messi a confronto, è in arrivo.

Quando incassi

L’importo ti viene accreditato al netto delle commissioni. Il tempo medio è di 3 giorni lavorativi dal giorno del pagamento. Scriviamo “in media” perché è una media, non una garanzia: i tempi reali possono variare.

Sul conto non arriva l’intero scontrino, e vale la pena dirlo a chi tiene la tua contabilità. Se annoti vendita e accredito su due righe, la differenza tra le due date e tra i due importi si capisce subito, senza rincorrere l’estratto conto a fine mese.

Ci sono due date da distinguere: quella in cui il cliente paga la prima rata e quella in cui l’importo arriva a te. Non coincidono, e la seconda dipende dal provider. Se hai una consegna o una prestazione da programmare, regolati sulla prima, che è quella in cui la vendita è conclusa dal tuo punto di vista.

La prima rata la paga il cliente subito. Le altre scadenze riguardano il rapporto tra il cliente e il provider: tu non le gestisci e non devi inseguire nessuno.

Se il cliente non paga, se vuole un rimborso, se ha un dubbio

  • Mancato pagamento. Il rischio che il cliente non saldi le rate è a carico del provider, non tuo.
  • Assistenza al cliente. Per domande su rate e scadenze il cliente si rivolge al provider.
  • Rimborsi. Puoi rimborsare un acquisto. Sul rimborso Stripe trattiene le commissioni su quella transazione.

Per i casi specifici, come un reso su una vendita già pagata a rate, scrivici prima di promettere qualcosa al cliente. Le risposte brevi su questi punti sono raccolte anche nelle domande frequenti.

Quando un cliente chiede un reso, tieni a portata di mano la data e l’importo della vendita e il provider usato. Sono le informazioni che servono per capire il caso, a te come a noi, e metterle da parte subito evita una telefonata in più.

Come parlarne ai clienti

Il cliente non deve scoprire le rate mentre paga. Metti la vetrofania in vetrina, tieni l’espositore dove cade lo sguardo e usa una frase semplice, per esempio: “Se preferisci, puoi pagarlo anche a rate: inquadri il QR qui sul banco e scegli”.

Il momento conta quanto la frase. Detta prima del totale, suona come un’informazione; detta quando il cliente ha già tirato fuori la carta, rischia di sembrare un ripensamento. Chi sta al banco dovrebbe saper rispondere alle due domande che arrivano di solito, cioè quante rate ci sono e chi le eroga, senza guardare il telefono.

Capita che il cliente risponda “ci penso”. Non insistere: lascia l’informazione e basta, per esempio dicendo che le rate ci sono anche domani. Se torna, sa già come funziona, e tu non hai trasformato una cortesia in una pressione.

Presenta le rate per quello che sono: un modo di dividere il pagamento, con le condizioni del provider. Se un cliente chiede i dettagli, rimandalo al provider e non improvvisare. Evita formule come “a costo zero” o “senza pensieri”. Le regole sulla pubblicità del credito sono in cambiamento: prima di usare una formula nuova, chiedi al tuo provider cosa puoi dire.

Frasi, momenti giusti ed errori da evitare sono nella guida su quando proporre il pagamento a rate.

Per quali vendite ha senso

Il pagamento a rate serve dove il cliente esita per la cifra, non per il prodotto. Se senti spesso “ci devo pensare” su certi acquisti, lì le rate possono far decidere chi oggi rimanda. Se il tuo scontrino è basso e la gente compra d’impulso, il vantaggio è minore.

Un controllo concreto: riprendi gli ultimi preventivi che non si sono chiusi e chiediti quanti si sono fermati sul prezzo. Se la risposta è “parecchi”, vale la pena provare. Se è “quasi nessuno”, probabilmente il problema è un altro.

Se decidi di provare, dagli un periodo definito e annota poche cose a mano: quante persone hanno chiesto le rate, quante le hanno usate, a che cifra. Sono dati tuoi, piccoli ma veri, e dopo qualche settimana ti dicono più di qualunque guida generale, compresa questa. Se i dati vanno in una direzione sola, puoi decidere con calma se tenere l’espositore in bella vista o spostarlo.

Non promettiamo aumenti di vendite: l’effetto dipende dalla tua attività, da cosa vendi e da come lo proponi. Se vuoi capire se ha senso per te, parlane con noi. Per ragionare per tipo di attività leggi per quali attività ha senso il pagamento a rate.

Domande frequenti

Quante rate può scegliere il cliente?

Oggi sono disponibili 3 e 4 rate. Altre opzioni sono in preparazione, senza una data.

Quanto incasso e quando?

L’importo della vendita al netto delle commissioni, in media 3 giorni lavorativi dal giorno del pagamento.

Chi paga le commissioni?

L’esercente. Vanno al provider, a ogni transazione: oggi 4,99% + 0,40 euro con Klarna e 4,99% + 0,35 euro con Scalapay.

Se il cliente non paga le rate, perdo i soldi?

Il rischio di mancato pagamento del cliente è a carico del provider.

Quanto ci metto ad attivarmi?

Dal saldo della fattura alla prima transazione passa in media circa una settimana.

Se vuoi capire cosa vale per la tua attività, parliamone.